1 - VACCHE DA LATTE

Negli allevamenti di vacche da latte il clima estivo comporta ogni anno danni economici dovuti al peggioramento delle prestazioni produttive e riproduttive delle bovine, specie di quelle ad alta produzione.
Oltre cha alla riduzione della fertilità e al conseguente aumento del periodo di interparto, le vacche sottoposte a stress da caldo evidenzianocon maggiore frequenza probremi di mortalità embrionale e di parti distoici
(Putney et al., 1989; Jacobsen, 1996)..
Inoltre all'aumentare della temperatura ambientale si riscontra una ridotta assunzione volontaria di alimenti che determina cali consistentinella produzione lattea; a 30°C l'assunzione di sostanza seccarisulta ridotta del 10% rispetto al normale, mentre a 32°C il calo è del 25% e a 40°C è addirittura del 93%
(Mc Guire et al., 1989).
Un altro aspetto negativo è costituito dal peggioramento qualitativo del latte (tenore in proteine, tenore in grasso, acidità, ecc.)
Ciò è particolarmente sentito negli allevamenti che producono latte destinato alla trasformazione in formaggio; nei casi più gravi l'alterazione delle caratteristiche chimico-fisiche del latte può essere tale da pregiudicarne la stessa caseificabilità.
Altri effetti negativi sono strattamente legati all'adattamento fisiologico delle bovine a condizioni di stress indotte dal clima estivo.
I bovini, come tutti gli animali omeotermi, mantengono costante la loro temperatura corporea interna (circa 38,5 °C) al fine di salvaguardare le funzioni vitali dell'organismo. La produzione di calore, o termogenesi, dipende dal tipo di animale (razza, età, peso, sesso, fase di allevamento, stato fisiologico e stato sanitario), dall'attività dell'animale (tipo di stabulazione) e dal livello della razione alimentare.
Il fenomeno di dispersione di calore da parte della bovina è influenzato da fattori diversi; di grande importanza sono i parametri climatici e la resistenza termica che si oppone al passaggio di calore dal corpo dell'animale all'ambiente circostante.
Le principali risposte fisiologiche degli animali allo stress da caldo sono:
- la minore ingestione di alimenti;
- la maggiore ingestione di acqua;
- la modifica del ritmo metabolico e del fabbisogno energetico;
- le maggiori perdite di acqua per evaporazione;
- l'aumento del ritmo respiratorio;
- la modifica delle concentrazioni di ormoni nel sangue;
- l'aumento della temperatura corporea.

Dal punto di vista zootecnico i principali orientamenti per ridurre gli effetti dello stress termico sono:
- il miglioramento delle condizioni ambientali di allevamento;
- il miglioramento genetico dei bovini da latte;
- l'adozione di idonee tecniche di razionamento.
Minore è la produzione di calore da parte dell'animale, maggiore è la quota di energia destinata alle produzioni zootecniche.
Il rapporto ottimale tra temperatura ambientale e umidità relativa in relazione alla massima produzione di latte è di 23-24 °C al 55% di umidità; superando detti valori si nota che a 29-30 °C si verificano cali di produzione del 20%. Se si arriva a valori di 39-40 °C con umidità relativa del 60% ecco che il calo produttivo arriva al 40-45%.

2 - SUINI

I suini sono animali omeotermi e quindi devono mantenere costante la loro temperatura corporea interna (circa 39 °C) al fine di salvaguardare le funzioni vitali dell'organismo.
La possibilità di espellere calore risulta di fondamentale importanza per il suino che a seconda delle circostanze può optare per la soluzione più efficiente in quella data situazione.
Quando un suino si trova in ambiente caldo (nel suino la temperatura rettale comincia a salire quando la temperatura ambiente supera i 35 °C), i meccanismi di dispersione sensibile risultano compromessi ed è l'evaporazione ad assumere importanza prevalente, anche il comportamento muta radicalmente:
- il suino assume spesso la posizione di decubito laterale che offre la massima superficie corporea all'aria e al contatto con il pavimento;
- cerca posizioni isolate e possibilmente nelle zone sottoposte alla maggiore corrente d'aria;
- limita l'ingestione di alimento ma aumenta considerevolmente il consumo di acqua di bevanda;
- utilizza, dove possibile, l'abbeveratoio anche come "doccia" e si sdraia sul pavimento bagnato dall'acqua o dalle deiezioni.
Questi atteggiamenti rivestono una grande importanza per la limitazione dello stress da caldo a carico dei suini adulti allevati su pavimenti pieni; per contro peggiorano le condizioni igieniche del box. Durante i mesi estivi, per quanto si curi la coibentazione e si aumenti la ventilazione, risulta difficile mantenere le temperature su valori accettabili. Questo si ripercuote negativamente sulle performances degli animali, con problemi sulla sfera riproduttiva (ipofertilità estiva) e peggioramento dei risultati produttivi (minore incremento di peso).

(tratto da Professione allevatore, Febbraio 1998; P. Ferrari, P. Rossi, A. Gastaldo, Centro ricerche Produzioni Animali, Reggio Emilia)

2 - AVICOLI E CONIGLI

Le alte temperature, che si verificano spesso nel periodo estivo, sottoponendo gli animali ad uno stress metabolico non indifferente, inducono una diminuzione dell'appetito che si traduce, nei soggetti in accrescimento-ingrasso, in un minore accrescimento , in un peggioramento produttivo nelle ovaiole e in una riduzione della secrezione lattea delle coniglie.
Gli strumenti a disposizione dell'allevatore per mantenere i parametri ambientali entro la zona di benessere, sono l'isolamento termico e la ventilazione/ rinfrescamento.
Mentre ventilazione/rinfrescamento comprendono interventi realizzabili abbastanza facilmente durante l'esercizio del fabbricato, la coibentazione rimane sostanzialmente quella prevista in fase di costruzione, a meno di successivi interventi piuttosto complessi e onerosi.
In U.V.R.,l''evaporazione e' affidata alla fine polverizzazione dell'acqua emessa dal disco centrifugo, in maniera tale che questa presenti un'elevata superficie di contatto alla corrente d'aria.
Va ricordato un interesse in campo zootecnico, e in particolare nel settore avicolo, per la sua polivalenza, essendo utilizzabile anche per disinfezioni e trattamenti per l'abbattimento degli odori. 

(tratto da Professione allevatore, Febbraio 1998; A. Someda, Ist. Tec. Agrario di Spilimbergo, e M. Leonarduzzi, Universita' degli Studi di Udine)